Una delle novità del GDPR riguarda proprio le sanzioni privacy 2019 che potranno arrivare fino a 20 milioni di euro e saranno pari al 2% o al 4% del fatturato per le imprese.

Il nuovo regolamento privacy combina le due diverse discipline sanzionatorie penali ed amministrative ed in caso di violazione o mancato adeguamento al GDPR le sanzioni applicate dovranno essere calcolate in base ai criteri di effettività, proporzionalità e dissuasività.

Le regole sulle sanzioni privacy sono disciplinate dagli articoli 83 e 84 del GPDR, le multe vengono applicate in base a quanto previsto dal Regolamento UE ma l’importo è determinato in base alla tipologia di violazione.

 

Gli importi delle sanzioni previsti dal nuovo Regolamento UE saranno pari ad un massimo di 10 milioni di euro o 20 milioni di euro, o se l’importo è maggiore potranno arrivare fino al 2% o 4% del fatturato.

Il GDPR parla soltanto delle sanzioni amministrative pecuniarie, l’articolo 83 prevede un importo pari ad un massimo di:

  • 10 milioni di euro o 2% del fatturato mondiale annuo dell’anno precedente per le imprese che, ad esempio, non avranno nominato il DPO, non comunichino data breach all’Autorità garante, violino le condizioni sul consenso dei minori oppure che trattino in maniera illecita i dati personali degli utenti;
  • 20 milioni di euro o 4% del fatturato per le imprese nei casi, ad esempio, di trasferimento illecito di dati personali ad altri Paesi o di inosservanza di un ordine imposto dal Garante.

In ogni caso, le conseguenze per imprese e professionisti che commettono violazioni sono diverse:

  • sanzioni penali;
  • sanzioni amministrative;
  • risarcimento del danno in favore dell’interessato;
  • divieto di trattamento dei dati personali fino a che non sia posto rimedio alla situazione di non conformità.